Inserisci Menù
Visualizzazione post con etichetta psicologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicologia. Mostra tutti i post

lunedì 18 maggio 2015

Stato d'animo e ambiente

Una delle cose per cui ho sempre trovato interessante la filosofia Taoista e in particolar modo l'alchimia Taoista è la sua visione dell'uomo e delle relazioni che ha con il suo ambiente. 
L'essere umano è visto come congiunzione fra il "Cielo" e la "Terra". 

Con il termine "Cielo" si intendono quelle questioni che non hanno una possibilità di essere percepibile tramite i nostri sensi come ad esempio le idee, le emozioni, i sentimenti, ma anche quelle cose su cui l'esoterismo e la filosofia occidentale si sono concentrate come ad esempio i sogni, le energie spirituali, lo spirito e l'anima, ma questo lo affronteremo in seguito.

Con il termine "Terra" si intendono le questioni materiali ovverosia gli oggetti che ci circondano, ma anche le relazioni con gli altri esseri umani. 

Per quanto riguarda la "Terra", l'alchimia Taoista per prima ha messo in relazione l'ambiente con il nostro comportamento, ricavandone una correlazione di causa ed effetto. 
Se è pur vero che noi possiamo modificare le cose che ci circondano con il nostro agire, è anche vero che le cose che ci circondano condizionano il nostro essere. La stessa cosa fu evidenziata per le relazioni sociali. Grazie a questo insieme di conoscenze e di correlazioni fu creato il nocciolo fondante di quella disciplina chiamata Feng Shui. 
Come sempre, per qualsiasi altra disciplina di origine Taoista, essa fu poi contaminata ed integrata da altre idee e nozioni di origine buddista e shintoista. 

Sta di fatto che oggi la psicologia affronta le tematiche di correlazione tra ambiente e relazioni sociali in corrispondenza al proprio sé, in maniera scientifica, ma sembra aver riscoperto alcuni concetti che già l'alchimia taoista aveva messo in evidenza: il solo utilizzare colori differenti dal proprio stato d'animo per vestirsi o addobbare la propria casa potrebbero determinare una modificazione delle proprie emozioni, e questo ci potrebbe portare anche ad un allentamento dei nostri stati d'animo che più ci arrecano stress, ansia, o altre emozioni che ci fanno stare male. 

Secondo la Programmazione NeuroLinguistica (PNL) la vista è il maggior senso che noi utilizziamo, e ad ogni colore abbiamo associato (ancorato) nella nostra vita un determinato sentimento o emozione. Richiamare quindi quel colore potrebbe servire a richiamare nella nostra mente quella determinata emozione o sentimento. 

In questo ambito Alchimia Taoista, PNL e Psicologia ci stanno indicando che, se noi stiamo vivendo in una situazione scomoda, potrebbe essere utile iniziare a curare il nostro abbigliamento, la nostra casa e in generale gli oggetti che usiamo tutti i giorni, per poi proseguire con le relazioni sociali, o per come lo direbbe un tecnico della comunicazione, il nostro network sociale. 
Anche solo riuscire a cambiare prospettiva sul nostro abbigliamento o sulla modalità di arredamento della nostra casa non è semplice, ma per fortuna alcune tecniche derivate dell'alchimia Taoista e in particolare dal Feng Shui ci possono venire in soccorso con degli schemi, che, una volta imparati, ci permetteranno di poter cambiare la prospettiva sugli oggetti che ci circondano e sulle relazioni sociali in maniera semplice e quasi automatica. 

A questo punto vi lascio con due semplici domande: 
  • Qual è il vostro colore preferito? 
  • E quale sentimento o emozione avete collegato ad esso?

giovedì 14 aprile 2011

La crisi da occidente ad oriente....

Oggi viviamo in un tempo pieno di crisi di ogni sorta e genere:
  • Crisi Ambientale: Dovuta all'inquinamento e ai suoi effetti a livello globale
  • Crisi Sociale: Dovuta ad un isolamento dei singoli e alla perdita della consistenza della rete sociale
  • Crisi Politica: Dovuta alla caduta di valori nel confronto politico e alla depauperata coerenza di azioni
  • Crisi Economica: Dovuta alla competizione senza riguardi del prossimo, e alla mancanza di equità nella distribuzione delle risorse primarie
  • Crisi Migratoria: Dovuta al sovra-sfruttamento delle risorse senza l'equa redistribuzione di queste stesse risorse
  • Crisi Morale (o dei valori): dovuto ad uno scorretto uso dei sistemi di comunicazione e tecnologici con l'apporto di Business "creativo" e di sfruttamento massivo (un esempio sono i programmi televisivi)
  • ecc.

Tutto queste crisi messe insieme mettono ogni singolo essere umano di fronte a continui segnali di pericolo, stati di tensione a cui il singolo non ha nessuna possibilità di fare nulla.

La cosa che ancora di più incide nell'aumento dello stress generale di una persona è la prospettiva che è portata dai così detti mass-media.

Lo sconforto personale arriva fino al confine del sopportabile, e quasi si arriva a sperare che tutto finisca nel più breve tempo possibile, alcuni arrivano a sperare la fine del mondo.... ed ecco spiegato, molto semplicemente, il dilagante successo delle teorie sul 2012.



Chiaro è, che lo stress produce intolleranza nei confronti di ciò che in generale può disturbarci, e anche piccole cose, diventano oneri pesantissimi per il nostro stato psicologico e sociale, portandoci ad uno stato "sull'orlo di una crisi di nervi".
Tutto questo porta poi al fatto che nel momento in cui si cade nella "crisi di nervi", le azioni diventano esagerate, oltre che controproducenti al nostro sopravvivere in questa società.

Ora immaginate che invece di parlare di un singolo si parli di un insieme di persone, per rappresentare meglio la situazione immaginiamo uno stagno.
L'acqua è completamente calma.
Se si lancia un sasso nello stagno questo creerà onde concentriche che prima o dopo spariranno.
Ora immaginate che lo stagno sia bombardato da microscopici sassi, per quanto piccoli ad un certo punto lo specchio dello stagno sembrerà un mare in tempesta.
Qualsiasi cosa prima galleggiasse precariamente sulla sua superficie, ora colerà a picco.

Bene, i sassi che creano il mare in tempesta sono le azioni esagerate di chi perde la pazienza, e le cose che cadono a picco sono ulteriori esseri umani che entrano sull'orlo della crisi, creando così nuovi proiettili pronti a essere sparati contro il nostro stagno, in un ciclo quasi infinito e che produce ingenti danni sia sociali, economici, ambientali, ecc., ingrossando le crisi e producendo un effetto a catena che non è interrompibile, se non con una forza di volontà molto grande e dei principi saldi e fermi.... cosa che oggi pare utopistica... specialmente se ascoltiamo i mass-media come tv e giornali.


Molti saccenti commentatori dicono che questo è un periodo unico, e questi effetti non si sono mai avuti prima nella storia umana.... mai affermazione fu più falsa...

Immaginate di tornare all'antico impero romano di occidente, poco prima della sua caduta, nel 476 dopo Cristo.... bè in quel periodo la morale comune era allo sbando, così come l'economia, le infrastrutture, non manutenzionate producevano elementi tossici nell'acqua (es. Piombo) e le fogne comuni si interrompevano, creando contaminazioni e pestilenze...come credete che loro si sentissero? Non era forse la fine del mondo per loro?

E ancora : in Cina hanno avuto nove cambi di dinastia imperiale, e per ognuna il passaggio portò guerra, morti, carestie, e fu dovuta a incuria, decadenza e cattivo uso delle conoscenze acquisite... in alcuni periodi si parla addirittura di genocidi, disastri ecologici su larga scala e siccità da apocalisse... come credete che loro si siano sentiti? 

Eppure dopo ogni passaggio prima o dopo è tornato il benessere o perlomeno una situazione di stabilità.

E come può tornare la stabilità o addirittura il benessere in una società che viene rasa al suolo (moralmente e/o fisicamente)?

Dai valori.. ovvero da quei pilastri a cui emotivamente ci leghiamo al fine di poter avere una bussola su dove andare quando dobbiamo prendere una scelta.
Questi valori si apprendono spesso dai genitori, a volte da maestri o insegnanti, raramente da fonti di divulgazione sociale (i mass media per intenderci).
I valori di una società precedente li troviamo evoluti nella società successiva, ad esempio: il concetto di cittadino che troviamo nella società Romana, lo ritroviamo nella comune di Parigi più di mille anni dopo, che evolvendo ci porta alla considerazione di uguaglianza e libertà che abbiamo oggi.

Quindi se sperate in una fine del mondo con un azzeramento di tutti i valori, scordatevelo!

La cosa ancora più interessante è il senso critico di una società e il suo andamento: oggi tendiamo a criticare cinicamente tutto ciò che non capiamo, attribuendogli spesso giudizi morali.
Nel momento in cui facciamo questo cadiamo nell'irrazionale, finendo ad essere "bacchettoni" di un scientismo da bar, ma se andiamo indietro di soli 10 o 15 anni, ci accorgeremmo che la società  guardava alla novità, certo con diffidenza, ma anche con curiosità e una certa dose di apertura....
Andiamo a confrontare questo andamento con il passato e ci accorgeremmo che ad ogni caduta delle società passate la cosa si ripete, esempio ne è il passaggio dalla romanità al medioevo, o dal periodo dei regnanti alla comune di Parigi, ecc....

La questione se pare di tipo sociologico, in realtà proviene dalla psicologia del singolo, ovvero ogni soggetto posto sotto un certo tipo di stress negativo induce altri soggetti a stress negativo, come una forma pandemica.
Si potrebbe quindi dire che la società occidentale inizia a decadere nel momento che pensa che il suo scopo sia terminato... ovvero con il crollo dell'ex-URSS.
Qui non vorrei approfondire troppo, non mi sembra il luogo più idoneo, teniamo per il momento buona l'idea che il senso negativo di stress" da "fine del mondo" sia in realtà "contagioso".

Immaginate che siete vecchi e che state vivendo peggio di quando eravate giovani, in una situazione come quella vissuta oggi come vi comportereste?

Ovviamente la prima azione è accaparrare quanto più potete, anche fregando al vostro vicino e ai vostri figli il pane... successivamente cerchereste un posto comodo, magari di comando che difendereste a spada tratta, in questa maniera vi siete assicurati teoricamente la sopravvivenza... ma a che prezzo?

Che se realmente c'è la fine di una società, avete aumentato il precariato giovanile, stasi economica, inquinamento ambientale, ossia avete appena acuito le crisi che vi avevano portato a questo comportamento.

Inoltre sentendo dell'acuirsi della crisi la corsa all'accaparramento aumenterebbe da parte di chi ha già fatto incetta.....

E se non ci fosse realmente la crisi?
Sareste al pari di uno che con un fiammifero si avvicina a sterpaglia.... ovvero un incendiario di crisi.....

In poche parole se il mondo sembra sull'orlo del collasso, e lo è veramente, è perchè gente che già aveva, ed aveva vissuto, ha ostruito i posti che competevano ad altri.....
Risultato : creare una nuova generazione di gente in grado solo di accaparrare le briciole rimaste.....
Pensate al periodo tra il 1920 e il 1930 in Germania: vecchi signori con i loro cilindri e frack governavano una repubblica piena di debiti e disequità, ad un certo punto un certo Hitler accusa questi signori e convince i giovani che esiste una via di potere, di salvezza, risultato?
La Germania Nazista che fece più di 16 milioni di morti nei campi di concentramento........e la seconda guerra mondiale con più di 60 milioni di vittime....
Ma di chi fu la colpa? direttamente certo dei nazisti, ma quali erano le condizioni sociali che portarono un popolo verso una tirannia, che mi verrebbe da dire "partecipata"?
La crisi del '29 ossia la fine dei regni basati sull'economia agricolo-industriale e la nascita dell'economia borsistica come oggi la intendiamo.....

La cosa ancora più interessante è che le teorie da fine del mondo tra il 1920 e il 1930 aumentarono a dismisura, tanto che le tirannie europee erano strettamente legate a sette o movimenti, che vedevano nella fine dei tempi, l'inizio di una nuova era di benessere.... ovvero sette che potremmo chiamare "positiviste".... il che la dice lunga....

A questo punto sorge spontanea una domanda: se i mutamenti storici derivano dal nostro stato d'animo in quel periodo storico, come evitare il ripetersi di sciagure passate?

La risposta ce la danno i grandi iniziati del passato, da Gesù a Confucio, da Lao Tze a Mosè, dal Budda fino ad arrivare a Maometto..... tornare a valori di base:
  • Compassione: comprendere il prossimo
  • Accettazione: accettarsi per ciò che si è niente di più niente di meno
  • Solidarietà: accontentarsi di ciò che ci serve di base per sopravvivere e condividere il resto con gli altri
  • Comunità: ossia la capacità dell'uomo di far fronte comune a problemi comuni
  • Orgoglio e Umiltà: ossia capire dove si è bravi, e che ci sarà uno sempre  più bravo di noi, e comunque questa bravura va messa al servizio della comunità senza aproffitarsene.

Detto questo non so se terrò ancora aperto questo blog, in quanto gli argomenti si stanno indirizzando verso un ambito sociale e politico, nel caso pubblicherò il nome del nuovo blog, ma questo devo ancora deciderlo....

giovedì 10 febbraio 2011

Il Benessere secondo il Taoismo

Il Taoismo delle origini studiava l'ambiente circostante per poter sviscerare le possibili minacce e prevenire potenziali pericoli.

Nel mentre passava il tempo e la società si evolveva e l'ambiente veniva colonizzato e sottomesso il Taoismo si dedicò a trovare la maniera di prolungare la vita umana.

Il risultato di questo furono una serie di usanze, precetti, e pratiche che noi oggi conosciamo in maniera codificata come Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e pratiche quali il Tai-Chi e in generale le arti marziali cinesi chiamate anche Kung-Fu.

Dalla Cina queste pratiche si diffusero in tutto l'oriente mescolandosi a loro volta con la medicina tradizionale indiana e le pratiche di combattimento indiane.

Ad oggi in Cina è usanza comune alzarsi prima del lavoro e fare un po' di movimento eseguendo Tai Chi, dalle strade di Pechino fino alle campagne più sperdute si possono vedere giovani e vecchi, uomini e donne che in una maniera o nell'altra eseguono i movimenti da quelli più semplici a quelli più complessi.

Ma è proprio così strano?

Secondo l'OMS il più grave allarme sanitario del mondo non è l'AIDS o altro, ma l'obesità.
Popoli che fino a qualche decennio fa non avevano di che sfamarsi, oggi risultano essere i paesi con maggiore numero di obesi.

Vita sedentaria, dieta sbagliata, reazioni psicologiche alla denutrizione delle generazioni passate stanno generando un vero allarme mondiale.

Basti pensare che qui in Italia fino a sessant'anni(60 non di più), esisteva ancora la denutrizione e patologie ad esse connesse, ad oggi circa il 30% dei bambini è obeso, circa 3 milioni di persone sono affette da anoressia (altra faccia della medaglia, ma è sempre la stessa medaglia... ).

Quindi sono tutti pazzi stì antichi cinesi o qualche ragione l'hanno pure loro?

Stress, cibo spazzatura, cibo "contaminato o pompato" di diserbanti, steroidi e chi più ne ha più ne metta... stanno producendo malattie quali diabete, ictus giovanile, colesterolo e pressione alta, affaticamento degli organi interni...

secondo alcune statistiche ucciderebbe di più la sovra-nutrizione che le guerre...

Insomma noi occidentali opulenti stiamo distruggendo il record di vita che siamo riusciti a raggiungere dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.... ed a discapito delle nuove generazioni....

Confucio avrebbe detto :
Colui che non prevede le cose lontane, si espone a infelicità ravvicinate.
Secondo le pratiche Taoiste il benessere lo si raggiunge prevenendo le malattie tramite il sentire il proprio corpo e la propria mente, e assecondando i bisogni senza eccedere...

L'esercizio che voglio proporvi è semplice e basilare, ma per noi occidentali forse è l'esercizio più difficile:
Mettetevi comodi e provate a chiudere gli occhi,
provate a sentire il vostro corpo, avete sete, fame, o state bene così?
E com'è la vostra mente? Calma o c'è qualche pensiero che ogni tanto vi si ripresenta?
Il vostro corpo si muove abbastanza durante il giorno? O state troppo seduti?
Cosa vi stà dicendo il corpo? Per semplicità annotatelo su un foglio di carta, meglio un diario
Cosa vi dice la vostra mente? Per semplicità annotatelo su un foglio di carta, meglio un diario
Provate a fare questo due o tre volte al giorno e dopo una settimana guardate il risultato...

Non meravigliatevi se scoprirete che il corpo vi chiede meno cibo, ma di qualità, e più movimento, ma senza stress, e la vostra mente vi chiede un po' di tranquillità.... è il risultato di tutti noi occidentali... e ultimamente anche degli orientali occidentalizzati....

giovedì 16 dicembre 2010

Archetipo: un soggetto di meditazioni interessante

La parola archetipo è stata usata in molti campi, e spesso viene abusata da quel ramo della new-age che tratta delle entità percepibili ma non sensibili come ad esempio angeli, fantasmi, ecc. cioè tutto quello soggetto alla nostra percezione ma che non è rilevabile tramite i nostri sensi.

In realtà la parola archetipo ha un significato ben preciso ma per arrivarci dobbiamo provare a mettere insieme le varie prospettive e vedere se esso può avere a che fare con la meditazione o una sua pratica.

Partiamo dall'etimologia della parola archetipo:
- Archè vuol dire originale
- Tipo può significare immagine, modello, marchio, esemplare, ecc.


Detto questo vediamo in campo filosofico:
In filosofia un arhcetipo è una forma prima, primitiva, originale di pensiero, sia della sua forma che del suo contenuto, in pratica dato un pensiero primo (o indivisibile), esso è un archetipo se non è derivabile in tutto o in sua parte da altri pensieri... pura teoretica... ma potrebbe essere utile...


In ambito delle scienze della comunicazione:
Nell'ambito letterario e in generale dei mass-media (giornali, tv, internet, ecc.) un archetipo è una tipologia ad esempio di personaggio, come ad esempio l'eroe, l'antieroe, il cattivo, ecc.



In sociologia :
Un archetipo è un determinato comportamento che viene inquadrato in una o più categorie, ad esempio il ribelle, l'allievo modello, il genio, lo stupido, il diplomatico, il timido, ecc.
 
Vediamo in psicologia e più precisamente in psicoanalisi:
Carl G. Jung e il gruppo di psicoanalisti che lo seguirono, si addentrarono nella psiche umana e dovendo definire le idee innate le chiamarono archetipi.
La connotazione più interessante di un archetipo per Jung e il suo gruppo, è il fatto della loro connotazione emotiva.
In pratica un archetipo è un'idea con connotazione emotiva, probabilmente in parte derivata da eventi emotivi che acquisiscono connotazione anche simbolica, in più esso ha una parte conscia e una inconscia.

Detto questo proviamo a tirare le somme: cos'è un archetipo?
Un archetipo è un'idea che ha nella mente forma sensibile (simbolica) con contenuto emotivamente significativo, che è connesso ad un certo tipo di comportamento, e può essere riconosciuto da un gruppo di persone ed è connotato da un nome (nominalizzato)

Un archetipo ha quindi:
  • Nome
  • Emozione
  • Può essere rappresentato secondo i 5 sensi (Visivo, Uditivo, Olfattivo, Gustativo, Cenestetico)
  • Ha una componente conscia e una inconscia
  • Un comportamento associato
  • Un riconoscimento socio-antropologico (riconosciuto da un numero più o meno limitato di persone)

Bene ... a questo punto cosa centrano gli archetipi con la meditazione?
Abbiamo visto che i soggetti della meditazione possono essere anche aspetti cognitivi (post mappe), inoltre la meditazione permette di andare in profondità, facendo fuoriuscire anche emozioni o sensazioni che precedentemente erano inconsci (post respiro) oltre che meditare sul sensibile può essere utile per espandere le proprie capacità (post visualizzazione)

In pratica la meditazione si fonda su aspetti archetipali aiutandoci a comprenderci e migliorarci, migliorando quindi la nostra capacità di interpretazione, oltre che di sè anche degli altri.

Veniamo ora agli esercizi (come al solito vi invito prima a leggere le avvertenze scritte qui a fianco del post):

Esercizio 1: Meditazioni sugli archetipi infantili
Molti archetipi si creano nell'infanzia, dai genitori, dai fumetti, dalla tv, e dalle persone che in quel periodo ci circondavano.
Provate a pensare ad esempio al cartone animato che vi piaceva di più, qual'era il personaggio che più vi piaceva?
Cosa vi piaceva di lui/lei? Perchè?
Qual'era il suo comportamento?
Cosa c'è di lui/lei in voi?
Quale emozioni sentite ancora nei confronti di quel personaggio?
Che affinità esiste ad oggi tra il vostro comportamento e il suo?
A cosa vi serviva quel personaggio? Cosa vi ha insegnato? Vi serve ancora? Ha ancora qualcosa da insegnarvi? e se si cosa?
Domanda difficile : qual' è il riferimento comportamentale, ideale ed emotivo che rappresentava? ed ora?



Esercizio 2: Meditazione sul proprio destino
Il destino che cos'è se non un archetipo?
Come vi vedete tra 5 anni, tra 10 anni? tra 20 o 30 anni?
Quali sarano le cose costanti e quelle variabili di voi e del vostro carattere?
Come vi sentirete in quel periodo della vostra vita? Perchè? Per quale evento?
Domanda difficile: quali sono i simboli emotivi e quindi archetipali ricorrenti nella vostra vita e che saranno presenti anche nel futuro? E cosa determinano questi simboli nella vostra relazione con l'ambiente circostante?
Ricordatevi che la relazione con l'ambiente determina la risposta dell'ambiente stesso....


Esercizio 3: Disegnini in libertà.... 
Quando siamo annoiati e abbiamo un foglio di carta davanti e una penna facciamo spesso disegnini apparentemente senza senso ma in realtà è il nostro non-conscio che emerge...
Proviamo a fare questo esercizio:
Prendiamo un foglio di carta e una penna, chiudiamo gli occhi, respiriamo a fondo e iniziamo a fare disegnini che ci vengono appoggiando la penna, non dobbiamo sforzarci ma solo lasciare che la penna faccia segni sulla carta.
Quando siamo sazi di segni appoggiamo la penna.
Ora guardiamo quello che abbiamo fatto....
Che emozioni ci suscitano? Che idee o pensieri ci vengono in mente? Qual'è la sensazione che ci suscitano?
Scrivete le risposte su un foglio, il giorno dopo fate la stessa analisi e confrontate le risposte del giorno prima, quali le differenze, quali le somiglianze?

Bene con gli archetipi finisco qui anche se ci sarebbero da scrivere 200 libri sull'argomento... ma non vorrei annoiarvi.
Spero che anche questo post vi sia piaciuto come i precedenti.
Saluti!
 

giovedì 9 dicembre 2010

Mappe della mente: la meditazione con carta e penna!

Un altro post per sfatare il mito della meditazione come pratica "mistica":
La meditazione la si può attuare anche tramite carta e penna.
La prima cosa che ci potrebbe indurre nel contrario è l'associazione che ci hanno inculcato sullo scrivere e il concetto della prosa e dai testi greci e romani.

In oriente la scrittura di tipo ideografico ha sempre avuto una stretta correlazione con la meditazione.
Un ideogramma infatti rappresenta un concetto o una idea, il senso di quell'idea viene modificato o trasformato da altri segni aggiuntivi, o da ideogrammi successivi; in questa maniera la scrittura si trasforma in una mappa, la cui interpretazione la trasforma in significato.

In giappone la cosa addirittura si estremizza in quanto anche il tipo di segno grafico rappresenta il concetto stesso, questo ha creato il concetto di calligrafia giapponese detta anche shodo.




Un maniera efficace di meditare usando carta e penna (senza conoscere il giapponese o il cinese) è meditare disegnando schemi.
La psicologia, l'informatica e le altre materie scientifiche recenti, hanno scoperto un modo di usare la scrittura che facilitano la concettualizzazione e quindi la meditazione: la creazione di grafi.

Esistono inoltre grafi appositamente studiati per la esplicitazione e comprensione immediata di concetti ed espressioni personali e mentali.

Grafi Mentali:
  • Flow-chart
  • Mappe mentali
  • Mappe concettuali
I flow chart

I flow chart o diagrammi di flusso sono diagrammi che aiutano a rappresentare algoritmi.
Per algoritmi si intendono sequenze di azioni e scelte atte a risolvere problemi.
Come già esplicitato in precedenti post, la capacità di risolvere un problema è paragonabile se non equivalente alla capacità di gestire stress anche notevoli.
Ma approfondiamo il diagramma in questione.

Ci sono 5 fondamentali blocchi grafici:
  • Start: Inizio del processo

  • End: Fine del processo

  • Elaborate: Blocco di elaborazione

  • I/O: Blocco di acquisizione o esplicitazione delle informazioni detto anche di Input/Output

  • If: Blocco di test si/no, vero/falso


Un esempio potrebbe essere:




che molto semplicemente descrive la situazione in cui alla mattina suona la sveglia e bisogna capire se alzarsi dal letto oppure no....

Esercizio con i flow chart

Un esercizio dove poter congiungere la meditazione e i flow chart potrebbe essere tra le tante la seguente:
  1. Prendete un bel foglio di carta e una penna che scrive bene
  2. Rilassatevi e iniziate a pensare ad una volta in cui avete trovato una soluzione ad un problema
  3. Iniziate a scrivere sul foglio il blocco Start
  4. Scrivete uno dopo l'altro i passaggi che vi hanno portato alla soluzione del problema usando i blocchi Elaborate, I/O, IF
  5. Quando sentite che l'intero sistema di soluzione è stato descritto apponete il blocco End

Ora avete il vostro primo flow-chart, osservatelo, cambiereste qualcosa? Descrive esattamente ciò che avete fatto per risolvere la situazione?
Se no, evidenziate in rosso la parte che non vi aggrada, provate a prendere un'altro foglio di carta e ri-cominciate pensando, e rilassandovi, focalizzandovi con molta cura sulla parte che secondo voi deve essere rappresentata meglio.

questo esercizio potrebbe essere rappresentato in questa maniera con il flow-chart:




Le mappe mentali
Le mappe mentali sono rappresentazioni della conoscenza studiate da Tony Buzan fin dagli anni '60 e '70

Le mappe mentali, se fatte bene sono autoesplicative
(scarica la mappa con salva con nome, e analizzala bene)



Esercizio con le mappe mentali:

  1. Focalizzarsi su un argomento riferito a sè stessi
  2. Descriverlo tramite una mappa mentale
  3. Trovare nella mappa i punti deboli e quelli forti
  4. Come sanare i punti deboli e valorizzare quelli forti? 
  5. Scrivetelo come parte della mappa

Risulta più semplice migliorarsi così, o no?

Le mappe concettuali

Nel modello delle mappe concettuali :

  • La mappa si sviluppa a partire da un concetto iniziale, non radicandosi in esso
  • La logica di realizzazione è di tipo connessionista
  • Le relazioni tra i nodi sono orientate e devono essere esplicitate attraverso ad esempio verbi e connettivi.
  • La relazione tra due concetti costituisce una proposizione.
  • L’ insieme della mappa ha una struttura di significato che è data da concetti, relazioni, proposizioni.
  • Se le relazioni non sono esplicitate la mappa perde di significato.


Esercizio con le mappe concettuali
  1. Prendete la mappa mentale che avete costruito precedentemente  
  2. Provate a considerare tutti i nodi come concetti
  3. Trovate possibili relazioni tra questi concetti
  4. Eliminate quei concetti che paiono ridondanti e/o superflui
  5. Provate ad estendere la mappa concettuale tentando di esplicitare in particolar modo come sanare i punti deboli e valorizzare quelli forti
Bravi!
Avete appeno meditato in maniera molto approfondita su come migliorarvi!
Era così difficile?      Non penso...
Alla prossima!

giovedì 2 dicembre 2010

La visualizzazione: la tecnica dei bambini e dei geni

Benvenuti,
Dopo il post precedente sul respiro questa volta vorrei portarvi a considerare un altro strumento utile cioè la "visualizzazione".
Questo post l'ho suddiviso in parti tentando di creare una scheda sufficientemente completa di questa tecnica per iniziare a comprenderla.

Un po' di storia:
Questa capacità pare fosse di grandi del passato come ad esempio Leonardo, Michelangelo, e più recentemente Einstein e Von Neumann.

In occidente fino a qualche secolo fa era una capacità innata di pochi, i quali o venivano bruciati sul rogo (es.: Giordano Bruno) o diventavano famosi inventori o artisti, oggi invece è quasi una caratteristica obbligatoria per tutti coloro che hanno da fare con una creazione qualsiasi, dal costruire un muro, a progettare lo space shuttle.

Nel mondo orientale, specialmente in Cina e Giappone ma anche nei paesi dell'area sud-asiatica, è una capacità che veniva insegnata con le arti marziali, l'ingegneria, la medicina, la meditazione, e persino per la guerra (es. Sun Tzu).

Nel mondo sudamericano esistevano droghe e sostanze, che inducevano stati alterati di coscienza, che unita alla capacità di visualizzazione degli sciamani, provocavano "spostamenti di realtà"..... detta in maniera scientifica "allucinazioni" .... detta in maniera  sciamanica "passaggio ad altri mondi od ad altri livelli di coscienza"....
Molte di queste sostanze sono oggi presenti nei farmaci psicotropi e in alcune sostanze stupefacenti illegali...

Un po' di scienza:

La psichiatria ad oggi studia la visualizzazione con mezzi di ispezione celebrale, per comprendere quali aree del cervello vengono attivate nella memorizzazione, nella capacità inventive e di creazione.
Così facendo ha scoperto che, alcune persone che soffrono di un certo tipo di autismo, tramite la visualizzazione esatta di ciò che li circonda, riescono ad avere un quoziente intellettivo estremamente alto, queste persone vengono chiamate "savant" o "idioti sapienti".

La psicologia degli anni '60 e '70 studiò prima gli effetti delle sostanze psicotrope  usate dagli sciamani sudamericani, poi negli anni '80 e '90 si studiò la visualizzazione senza usare queste sostanze arrivando alle stesse conclusioni della filosofia orientale: per ottenere maggiore creatività è "sufficiente" esercizio, esercizio, esercizio
Si inizia così ad insegnare la visualizzazione agli astronauti, ai sportivi e infine anche ai politici, per poi divulgare tecniche "facili" anche per noi poveri mortali.

Cos'è :
Proviamo a partire dalla considerazione che la visualizzazione è la capacità di ricostruire e/o costruire visivamente nella mente un'immagine e/o una serie di immagini (filmati).
In pratica questa capacità è come sfruttare il cervello come un televisore o un computer con un sistema CAD.
Si basa sulla capacità del cervello di memorizzare dati visivi (immagini) per poi ricostruirli nella mente, cambiandone poi le caratteristiche (es. il colore, la forma, altro).
Come ogni capacità, essa è più o meno innata, molto sfruttata dai bambini per immaginare e sognare, ma poi, se non allenata, viene dimenticata.

Controindicazioni:
Alcuni farmaci possono alterare questa capacità, inoltre stati di depressione, ansia, a livelli cronici o non, possono indurre uno stato di incapacità nella visualizzazione.
Secondo quanto ho raccolto fino ad oggi se ne sconsiglia la pratica a chi è sottoposto a cura farmacologica con farmaci psicotropi (Psicolettici, Psicoanalettici, Psicodislettici), o chi è affetto da epilessia.
Ad oggi ho conosciuto alcuni medici specialisti nelle cure epilettiche, che hanno dovuto curare limitando la prescrizione di farmaci, che hanno insegnato specifiche tecniche di visualizzazione ai loro pazienti, ottenendo interessanti risultati, dal mondo accademico si attendono corrispettive verifiche e accreditamenti.

A cosa serve:
La visualizzazione è molto utile nella creatività e nel prevedere le conseguenze di azioni pianificate.
Tramite la visualizzazione possiamo avere un sistema di simulazione di qualsiasi cosa tramite un computer sempre aggiornato: la nostra mente!
Tramite la visualizzazione è possibile comprendere e meditare sui concetti di azione e reazione, e reinquadrarci all'interno di quel sistema complesso chiamato ambiente.
La visualizzazione infine ci permette di acquisire coscienza del nostro corpo e il suo movimento, migliorando le nostre prestazioni atletiche e/o sportive.
La visualizzazione ci permette di prevedere situazioni e poter fare scelte preventive di fornte a problemi ripetitivi abbassando così i nostri livelli di stress.

Esercizi
Per allenarsi nella visualizzazione è sufficiente fare pochi esercizi, magari tutti i giorni.

Esercizio 1:
Guardatevi intorno, trovate un oggetto specifico (di solito si inizia da un oggetto piccolo e semplice), osservatelo, studiatelo, poi chiudete gli occhi e provate a ricostruire l'immagine dell'oggetto, ci sono dettagli che vi mancano? Bene!
Aprite gli occhi e studiate ancora l'oggetto ricostruito, cercate i dettagli che vi mancavano, studiateli, poi chiudete gli occhi e provate a completare l'immagine dell'oggetto.
Se ancora non siete soddisfatti ripetete il processo di studio, analisi e ricostruzione mentale.
Alla fine avrete nella mente il vostro oggetto.
Esercizio 2:
Ricostruite nella mente un oggetto specifico e reale, poi iniziate a pensare di osservarlo da posizioni differenti, poi in movimento, e provate a farlo muovere in maniera divertente, simpatica o in qualsiasi altra maniera.
Esercizio 3:
Ricostruite nella mente un oggetto specifico e reale, poi iniziate a pensare di cambiargli il colore, la dimensione di alcuni lati, o altra caratteristica, ci riuscite? se si ok, se no, nessun problema, un bel respiro e con calma riprovate
Esercizio 4:
Ricostruite nella mente un oggetto specifico e reale, poi iniziate a pensare di cambiargli alcune caratteristiche (colore, forma) ed osservatelo in posizioni differenti mentre si muove nello spazio

Commenti finali:
Siete riusciti in questi esercizi? Quanto ci avete messo? Vi risulta semplice?
Ora un po' alla volta provate con oggetti sempre più complessi, poi provate con insiemi di oggetti e infine avrete riacquisito la capacità di immaginare interi mondi, oggetti più o meno complessi, ecc., così come facevate da bambini.
Così come si esercita la visualizzazione con immagini così la visualizzazione può essere fatta con suoni, musica, odori, sapori, sensazioni fisiche (tatto, calore, ecc.).
Si dice che Beethoven a causa della sua sordità riuscisse a comporre la musica nella sua mente.... dicesi questo processo "Visualizzazione Uditiva".
Dato che i sensi sono 5, 5 saranno i tipi di visualizzazione:
Senso -> tipo di visualizzazione
Vista -> visualizzazione visiva
Udito -> visualizzazione uditiva
Tatto -> visualizzazione tattile
Olftatto -> visualizzazione olfattiva
Gusto -> visualizzazione gustativa
Per coloro che contemporaneamente riescono a fare tutte e 5 le visualizzazioni  per lo stesso oggetto si chiama anche visualizzazione totale.
Questo tipo di visualizzazione è una capacità che permette di essere molto vicino ai molti grandi del passato, oltre che avere delle capacità creative praticamente illimitate.


Con questo per ora è tutto,
Buon esercizio!

giovedì 18 novembre 2010

Eustress: Quando lo stress è più che utile

Nel post precedente mi sono dilungato molto su quello che è lo stress in special modo lo stress cattivo, ovvero il distress.
In questo post invece vorrei approfondire lo stress "buono" ovvero l'eustress.

L'eustress si manifesta nel momento in cui ci troviamo di fronte ad un problema e riusciamo prima o dopo a trovare e scegliere la soluzione più attinente all'ambiente che ci circonda.



Se vediamo lo schema a sinistra e lo analizziamo scopriamo un po' di cose:

  • Per ogni problema che incontriamo nella vita è importante trovare sempre più di una soluzione
  • Trovare più soluzioni è una risorsa solo nel momento che abbiamo un metodo per scegliere la soluzione che pare la più idonea



La cosa ancora più interessante è la relazione tra tempo per trovare una soluzione e stress:


Quindi da quanto detto finora, la maniera per vivere cercando di entrare in eustress quando si affronta la vita, si può riassumere nei seguenti punti:
  1. La capacità di trovare più soluzioni ad un problema
  2. La capacità di scegliere la soluzione più idonea
  3. La capacità di fare queste cose nel minor tempo possibile
Ora: esistono tecniche per acquisire queste capacità nel più breve tempo possibile?

Di questo ambito si occupa quella disciplina chiamata Problem Solving.
Il Problem Solving è una disciplina nata dall'incontro della Psicologia, Managment, Metodi di produzione, Economia, Ingegneria, Intelligenze artificiali, ecc.

Proviamo a riprendere i 3 punti precedenti secondo il Problem Solving:
  1. La soluzione esiste sempre e comunque e se non esiste non è (attualmente) un problema
  2. Per il Problem Solving la capcità di scegliere la soluzione più idonea ad un problema, si configura come un problema, e quindi si ritorna al punto 1 della precedente lista
  3. La velocità di trovare soluzioni dipende da quante soluzioni simili si sono dovute trovare per problemi simili
Quindi :
  1. I problemi senza soluzioni non sono problemi (attualmente risolvibili)
  2. La soluzione è sempre simile a soluzioni precedentemente trovate
  3. La quantità di tempo per trovare una soluzione ad un qualsiasi problema è statisticamente inversamente proporzionale alla quantità di problemi fino ad ora risolti
In pratica: per non cadere in distress ed affrontare i problemi con l'eustress bisogna "esercitarsi" a risolvere problemi

Detto questo, e messo da parte (forse riprenderò il Problem Solving in un futuro post), proviamo a vedere la relazione tra stress e tempo di permanenza in fase di eustress

Quindi un'altra necessità è quella di:
  • O rimanere in eustress il meno possibile (essere bravi solutori di problemi)
  • O portare il punto di cambiamento più a destra possibile ovvero aumentare la propria resistenza allo stress (esercitandosi con disciplina)
  • Oltre che avere del tempo per potersi rilassare per "ricaricare le batterie"
Per ognuno di questi punti esiste un tipo di meditazione differente:
  • Per il primo esiste un tipo di meditazione chiamata "Visualizzazione" (simulare nella mente il problema con le possibili soluzioni, con i possibili risultati, ecc.)
  • Per il secondo esiste il tipo di meditazione chiamato "Verbalizzazione interna" ("io ce la faccio", "sono in grado di farlo", ecc.)
  • Nell'ultimo punto si inserisce la meditazione "statica" (presente la meditazione Zen dei film?)

Fino ad oggi abbiamo visto : la società, lo stress e le sue due facce, e quali problematiche l'uomo moderno deve affrontare tutti i giorni.

Dal prossimo post finalmente potrò dedicarmi a spiegare metodi molto pratici di meditazione, che ci possono aiutare in qualsiasi momento di difficoltà.

mercoledì 10 novembre 2010

Lo stress come il colesterolo... c'è quello buono e quello cattivo....

Nel post precedente ho parlato di stress.... ma cos' è lo stress?
In questo post voglio tentare di fare un po' il quadro della situazione.

Partiamo da una metafora: lo stress è come una molla....



Immaginate una molla in posizione di riposo.
Bene, adesso questa molla ha due proprietà quella di espansione e quella di compressione, ovvero possiamo comprimerla oppure estenderla....

Immaginiamo di comprimerla, ma se la comprimiamo troppo essa si deformerà rimanendo compressa e non ritornerà più in posizione iniziale...

Invece immaginiamo di estenderla, se la estendiamo troppo essa di stirerà e in riposo rimarrà estesa, perdendo la sua elasticità....

Le forze esterne a cui è soggetta la nostra molla/stress (in compressione o estesione) si chiamano "stressor".

Quello che pochi sanno è che il livello di stress può essere misurato fisicamente:
  • Pressione sanguigna
  • Battito cardiaco
  • Tensione muscolare
  • Conduttanza cutanea (la misura della conduttività della pelle)
  • Respirazione toracica
  • Respirazione diaframmatica
  • Livelli di cortisolo
  • Livelli di prolattina
  • Oltre a questo ci possono essere test psicologici

Il funzionameneto normale della nostra molla-stress si definisce come eustress (stress buono), mentre quando si è in eccesso di compressione o dilatazione si definisce come distress (stress cattivo).

La rappresentazione più usata per lo stress è un grafico cartesiano dove in ascissa si mette il livello di stress e in ordinata la capacità di adattamento all'ambiente (agli stressors)




Nel caso noi entrassimo in stato di distress i meccanismi di difesa psicosomatici  entrerebbero in funzione (azione di Coping) creando così una situazione circolare che farebbe celermente aumentare i livelli di stress.

Questa situazione risulterebbe utile momentaneamente in caso di distress nella parte sinistra del grafico, ma assolutamente deleterea nel caso di distress nella parte destra del grafico.





Il sistema dello stress può inoltre essere suddiviso nelle seguenti fasi :
  • Reazione di allarme: il corpo e/o la mente percepisce uno stressor
  • Fase di resistenza: automaticamente si tenta di resistere al cambiamento
  • Se si esce dai limiti dell' eustress:
    • (distress:) Si entra in una fase di disadattamento ed esaurimento rapido dell'energie, senza poterne uscire
  • altrimenti
    • (eustress:) Adattamento
  • Ritorno all'equilibrio psico-fisico


Lo stress molto spesso viene considerato come qualcosa che è prettamente nel campo mentale, ma studi ormai accreditati dimostrano che lo stress genera fisicamente degli effetti fisici sul corpo

Tutte queste attivazioni alla lunga possono generare o aggravare i seguenti malanni (e non sono tutti):
  • Problemi ormonali:
    • Serotonina: Orologio fisiologico
    • Melatonina: Sonno
    • Dopamina: Regola sensibilità al dolore/piacere
    • Noradrenalina: energia, regola glucosio e insulina
    • Cortisolo: Assimilazione carboidrati e resistenza dei capelli
  • Cardiaci:
    • Tachicardia
    • Irregolarità battito cardiaco
    • Dolore al centro del petto
    • Ipertensione
    • Infarto
  • Polmonari:
    • Asma bronchiale
    • Iperventilazione
  • Gastrointestinale:
    • Colon irritabile: diarrea, stipsi, dolori
    • Dispepsia: senso di pienezza dopo il pasto, acidità, eruttazioni, dolori
    • Ulcera gastrica/duodenale: aumento della secrezione acida nell'apparato gastrico e/o nel duodeno 
    • Morbo di Crohn
  • Endocrino 
    • Ghiandole endocrine periferiche: 
      • ghiandole surrenali: che consumano velocemente la vitamina C
      • pancreas: regolazione insulina
      • tiroide: ipo o ipertiroidismo
    • Ci sono alcuni studi che ipotizzano l'insorgenza del diabete in caso di distress prolungato
  • Uro-Genitali:
    • Eiaculazione precoce
    • Impotenza
    • Perdita del desiderio
    • In generale bassa irrorazione sangugna delle parti genitali
  • Derma:
    • Iperidrosi: eccessiva sudorazione
    • Tricotillomania: la persona si strappa i capelli
    • Prurito
  • Mentali:
    • cefalea
    • irritabilità
    • difficoltà di concentrazione
    • attacchi di panico
    • crisi di pianto
    • depressione
    • attacchi di ansia
    • disturbi del sonno
    • difficoltà ad esprimersi
    • sensazione di noia nei confronti di ogni situazione
    • cambio della voce
    • iperattività
    • confusione mentale
  • Generali:
    • Abbassamento difese immunitarie
    • Facilità ad avere malattie
  • Altro.....

Quindi poter tenere sotto controllo i livelli di stress, e avere dei metodi per uscire dal distress, almeno a livello psicologico, diventa fondamentale se non addirittura vitale.

Studi sul distress e i vari modi di uscirne sono ad oggi in continuo corso, ma fin dagli anni '70 si sono creati interi elenchi.

Riporto qui in maniera non esaustiva i metodi finora accreditati anche a livello scientifico:
  • Evitare cibi e sostanze quali:
    • Carboidrati
    • Zuccheri raffinati
    • Caffè, Te
    • Sigarette
  • Evitare modificatori dello stato ormonale come: 
    • farmaci
    • psicofarmaci
    • droghe
    • alcolici
    • tabacco
    • Rimedi naturopatici
      • Pappa reale
      • Ginseng
      • Radiola
      • Viatmina C: anche se in questo caso bisogna fare attenzione al fegato in caso di sovradosaggio
    • Fare sport
      • ma non in maniera eccessiva altrimenti si produce un eccesso di cortisolo con aumento di stress fisico
    • Sesso&coccole
      • distinto per genere:
        • Per i maschi il sesso è una valvola di sfogo che abbassa la tensione nervosa, mentre nei confronti delle coccole si comportano con estremo disinteresse
        • Per le femmine invece si perde interesse per il sesso, aumentando una ricerca di coccole che bilancerebbero le disfunzioni ormonali
    • Meditazione
      • Alleviamento sofferenza mentale
      • Produzione ormonale di compensazione
    • Altro.....

    La cosa ancora più interessante è che esistono fattori di alleviamento dello stress che derivano da fattori esterni quali ad esempio:
    • Le relazioni interpersonali
    • La famiglia
    • La società
    • Il lavoro
    • Le amicizie
    • ecc. 





    Questi fattori funzionano sia nel senso di alleviamento che di peggioramento del livello di stress, con ovvie conseguenze...





    Altra cosa da notare è che il corretto andamento dei fattori esterni come famiglia, lavoro e amicizie, funzionano bene se il nostro stress è sottocontrollo, male se siamo in pieno distress, con tutto ciò che ne comporta (litigi, incomprensioni, ecc.)


     
    Ecco spiegato perché come dicevano i detti : "piove sempre sul bagnato" !








    Un po' di bibliografia in internet:

    http://www.corriereuniv.it/cms/2008/08/stressati-per-i-test-tutta-salute/

    http://blog.sia-conseil.it/change-management-hr/2008/10/21/ripensare-i-percorsi-di-prevenzione-e-di-gestione-dello-stress/

    http://blog.iqmatrix.com/mind-map/effective-stress-management-mind-map

    http://www.psicolab.net/2006/i-processi-di-coping-nell%E2%80%99adattamento-allo-stress/

    http://www.ilmiopsicologo.it/pagine/sesso_ansia_differenze_uomini_donne.aspx

    http://it.wikipedia.org/wiki/Stress_(medicina)