Inserisci Menù
Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post

mercoledì 6 maggio 2015

Ritorno a scrivere

Dopo più di quattro anni di silenzio ritorno a scrivere in questo blog.

In questi quattro anni molte cose sono successe, molte prospettive sono cambiate.

Il mio precedente post parlava della crisi e di quello che in teoria potremmo fare per uscire da questa crisi. Ad oggi la crisi non è finita, e in alcuni ambiti sembra anche che le cose siano peggiorate.
Nel frattempo in questi 4 anni ho approfondito sia le mie conoscenze nel taoismo sia le mie conoscenze in ambito psicologico, le prime tramite dialoghi continui con persone che mi hanno portato a scoprire nuove modalità di interpretazione, le seconde tramite uno studio ancora in corso di tipo accademico a cui mi sono particolarmente appassionato.

Ultimamente sento molto spesso forti critiche nei confronti del passato frasi come "avrei dovuto fare di più", "la mia generazione non ha fatto abbastanza", "abbiamo sbagliato tutto", "non siamo riusciti a esprimere le nostre idee", "se oggi c'è la crisi il motivo è che la nostra generazione ha troppo aspettato agli altri", ecc.
Tutte argomentazioni che sembrano plausibili, sta di fatto la realtà dei fatti è questa di ora.

Ma se noi volessimo comunque uscirne?
Allora dovremmo chiederci "che cosa in sostanza avremmo dovuto fare in passato per non avere come risultato la situazione attuale?"
A prescindere dalle risposte che otterremo in questa domanda il risultato sarà comunque un senso di fastidio, di autocritica continua, l'impotenza, tutte sensazioni estremamente negative che potrebbero trasformarsi in una sorta di pandemia se noi non operiamo un'azione di un qualche tipo per trasformare queste emozioni in azione.

Ogni emozione negativa è un qualcosa da cui vorremmo fuggire. Questo è "bene", le emozioni negative sono una sorta di motore per agire!
Il problema principale sarà il come agire, il cosa fare per cambiare la situazione attuale.
In pratica dovremmo utilizzare queste emozioni negative e questi pensieri, non certo esaltanti, per pianificare un insieme di azioni al fine di compensare una situazione attuale di crisi, e trasformarla in una situazione a noi più favorevole. Operazione non certo semplice! 
Essa ha implicazioni che vanno nella psicologia, alla psicoterapia, alla sociologia, alla pianificazione e project management, alla gestione delle azioni, alle materie prime e anche alla relazione dei gruppi! 

Quindi è evidente che non basta un'unica persona per poter agire e cambiare la situazione di crisi generalizzata, ma sarà necessario trovare altre persone che abbiano realmente intenzione di cambiare l'attuale situazione!
La necessità, quindi, di un'azione di gruppo, è prioritaria! 
Ciò è a metà strada tra la politica, l'economia, la comunicazione e la tecnologia.

Nel taoismo troviamo che già in epoca in cui scienza, tecnologia, filosofia ed economia non erano evolute, per riuscire a entrare in un periodo di benessere partendo da una situazione di crisi, era evidenziata la necessità di un insieme di almeno dalle 5, meglio 8 persone.

Questi numeri non sono a caso ma bensì derivano dalla formalizzazione degli ambiti di esistenza dell'uomo e della sua complessità.
Questo primo nucleo di studio dovrebbe iniziare a muoversi analizzando la situazione e dovrà trovare azioni concrete per permettere, almeno ai membri del gruppo:
  • la sopravvivenza, 
  • la prevenzione ad ulteriori crisi, 
  • e infine il miglioramento dello status di gruppo, 

man mano che questa procedura andrà avanti, il gruppo si evolverà aumentando il numero iniziale di membri, creando così una rete sociale, il cui scopo sarà: 
  • la sopravvivenza dei singoli (del gruppo)
  • la prevenzione nei confronti delle crisi dell intera rete 
  • e il miglioramento sia della rete sia dei singoli.

Vi saluto con due domande: 
  • Siete disposti a impiegare periodicamente del tempo per far parte di un gruppo che abbia le caratteristiche sopra esposte? 
  • E se si, cosa siete disposti a fare nel gruppo?


giovedì 14 aprile 2011

La crisi da occidente ad oriente....

Oggi viviamo in un tempo pieno di crisi di ogni sorta e genere:
  • Crisi Ambientale: Dovuta all'inquinamento e ai suoi effetti a livello globale
  • Crisi Sociale: Dovuta ad un isolamento dei singoli e alla perdita della consistenza della rete sociale
  • Crisi Politica: Dovuta alla caduta di valori nel confronto politico e alla depauperata coerenza di azioni
  • Crisi Economica: Dovuta alla competizione senza riguardi del prossimo, e alla mancanza di equità nella distribuzione delle risorse primarie
  • Crisi Migratoria: Dovuta al sovra-sfruttamento delle risorse senza l'equa redistribuzione di queste stesse risorse
  • Crisi Morale (o dei valori): dovuto ad uno scorretto uso dei sistemi di comunicazione e tecnologici con l'apporto di Business "creativo" e di sfruttamento massivo (un esempio sono i programmi televisivi)
  • ecc.

Tutto queste crisi messe insieme mettono ogni singolo essere umano di fronte a continui segnali di pericolo, stati di tensione a cui il singolo non ha nessuna possibilità di fare nulla.

La cosa che ancora di più incide nell'aumento dello stress generale di una persona è la prospettiva che è portata dai così detti mass-media.

Lo sconforto personale arriva fino al confine del sopportabile, e quasi si arriva a sperare che tutto finisca nel più breve tempo possibile, alcuni arrivano a sperare la fine del mondo.... ed ecco spiegato, molto semplicemente, il dilagante successo delle teorie sul 2012.



Chiaro è, che lo stress produce intolleranza nei confronti di ciò che in generale può disturbarci, e anche piccole cose, diventano oneri pesantissimi per il nostro stato psicologico e sociale, portandoci ad uno stato "sull'orlo di una crisi di nervi".
Tutto questo porta poi al fatto che nel momento in cui si cade nella "crisi di nervi", le azioni diventano esagerate, oltre che controproducenti al nostro sopravvivere in questa società.

Ora immaginate che invece di parlare di un singolo si parli di un insieme di persone, per rappresentare meglio la situazione immaginiamo uno stagno.
L'acqua è completamente calma.
Se si lancia un sasso nello stagno questo creerà onde concentriche che prima o dopo spariranno.
Ora immaginate che lo stagno sia bombardato da microscopici sassi, per quanto piccoli ad un certo punto lo specchio dello stagno sembrerà un mare in tempesta.
Qualsiasi cosa prima galleggiasse precariamente sulla sua superficie, ora colerà a picco.

Bene, i sassi che creano il mare in tempesta sono le azioni esagerate di chi perde la pazienza, e le cose che cadono a picco sono ulteriori esseri umani che entrano sull'orlo della crisi, creando così nuovi proiettili pronti a essere sparati contro il nostro stagno, in un ciclo quasi infinito e che produce ingenti danni sia sociali, economici, ambientali, ecc., ingrossando le crisi e producendo un effetto a catena che non è interrompibile, se non con una forza di volontà molto grande e dei principi saldi e fermi.... cosa che oggi pare utopistica... specialmente se ascoltiamo i mass-media come tv e giornali.


Molti saccenti commentatori dicono che questo è un periodo unico, e questi effetti non si sono mai avuti prima nella storia umana.... mai affermazione fu più falsa...

Immaginate di tornare all'antico impero romano di occidente, poco prima della sua caduta, nel 476 dopo Cristo.... bè in quel periodo la morale comune era allo sbando, così come l'economia, le infrastrutture, non manutenzionate producevano elementi tossici nell'acqua (es. Piombo) e le fogne comuni si interrompevano, creando contaminazioni e pestilenze...come credete che loro si sentissero? Non era forse la fine del mondo per loro?

E ancora : in Cina hanno avuto nove cambi di dinastia imperiale, e per ognuna il passaggio portò guerra, morti, carestie, e fu dovuta a incuria, decadenza e cattivo uso delle conoscenze acquisite... in alcuni periodi si parla addirittura di genocidi, disastri ecologici su larga scala e siccità da apocalisse... come credete che loro si siano sentiti? 

Eppure dopo ogni passaggio prima o dopo è tornato il benessere o perlomeno una situazione di stabilità.

E come può tornare la stabilità o addirittura il benessere in una società che viene rasa al suolo (moralmente e/o fisicamente)?

Dai valori.. ovvero da quei pilastri a cui emotivamente ci leghiamo al fine di poter avere una bussola su dove andare quando dobbiamo prendere una scelta.
Questi valori si apprendono spesso dai genitori, a volte da maestri o insegnanti, raramente da fonti di divulgazione sociale (i mass media per intenderci).
I valori di una società precedente li troviamo evoluti nella società successiva, ad esempio: il concetto di cittadino che troviamo nella società Romana, lo ritroviamo nella comune di Parigi più di mille anni dopo, che evolvendo ci porta alla considerazione di uguaglianza e libertà che abbiamo oggi.

Quindi se sperate in una fine del mondo con un azzeramento di tutti i valori, scordatevelo!

La cosa ancora più interessante è il senso critico di una società e il suo andamento: oggi tendiamo a criticare cinicamente tutto ciò che non capiamo, attribuendogli spesso giudizi morali.
Nel momento in cui facciamo questo cadiamo nell'irrazionale, finendo ad essere "bacchettoni" di un scientismo da bar, ma se andiamo indietro di soli 10 o 15 anni, ci accorgeremmo che la società  guardava alla novità, certo con diffidenza, ma anche con curiosità e una certa dose di apertura....
Andiamo a confrontare questo andamento con il passato e ci accorgeremmo che ad ogni caduta delle società passate la cosa si ripete, esempio ne è il passaggio dalla romanità al medioevo, o dal periodo dei regnanti alla comune di Parigi, ecc....

La questione se pare di tipo sociologico, in realtà proviene dalla psicologia del singolo, ovvero ogni soggetto posto sotto un certo tipo di stress negativo induce altri soggetti a stress negativo, come una forma pandemica.
Si potrebbe quindi dire che la società occidentale inizia a decadere nel momento che pensa che il suo scopo sia terminato... ovvero con il crollo dell'ex-URSS.
Qui non vorrei approfondire troppo, non mi sembra il luogo più idoneo, teniamo per il momento buona l'idea che il senso negativo di stress" da "fine del mondo" sia in realtà "contagioso".

Immaginate che siete vecchi e che state vivendo peggio di quando eravate giovani, in una situazione come quella vissuta oggi come vi comportereste?

Ovviamente la prima azione è accaparrare quanto più potete, anche fregando al vostro vicino e ai vostri figli il pane... successivamente cerchereste un posto comodo, magari di comando che difendereste a spada tratta, in questa maniera vi siete assicurati teoricamente la sopravvivenza... ma a che prezzo?

Che se realmente c'è la fine di una società, avete aumentato il precariato giovanile, stasi economica, inquinamento ambientale, ossia avete appena acuito le crisi che vi avevano portato a questo comportamento.

Inoltre sentendo dell'acuirsi della crisi la corsa all'accaparramento aumenterebbe da parte di chi ha già fatto incetta.....

E se non ci fosse realmente la crisi?
Sareste al pari di uno che con un fiammifero si avvicina a sterpaglia.... ovvero un incendiario di crisi.....

In poche parole se il mondo sembra sull'orlo del collasso, e lo è veramente, è perchè gente che già aveva, ed aveva vissuto, ha ostruito i posti che competevano ad altri.....
Risultato : creare una nuova generazione di gente in grado solo di accaparrare le briciole rimaste.....
Pensate al periodo tra il 1920 e il 1930 in Germania: vecchi signori con i loro cilindri e frack governavano una repubblica piena di debiti e disequità, ad un certo punto un certo Hitler accusa questi signori e convince i giovani che esiste una via di potere, di salvezza, risultato?
La Germania Nazista che fece più di 16 milioni di morti nei campi di concentramento........e la seconda guerra mondiale con più di 60 milioni di vittime....
Ma di chi fu la colpa? direttamente certo dei nazisti, ma quali erano le condizioni sociali che portarono un popolo verso una tirannia, che mi verrebbe da dire "partecipata"?
La crisi del '29 ossia la fine dei regni basati sull'economia agricolo-industriale e la nascita dell'economia borsistica come oggi la intendiamo.....

La cosa ancora più interessante è che le teorie da fine del mondo tra il 1920 e il 1930 aumentarono a dismisura, tanto che le tirannie europee erano strettamente legate a sette o movimenti, che vedevano nella fine dei tempi, l'inizio di una nuova era di benessere.... ovvero sette che potremmo chiamare "positiviste".... il che la dice lunga....

A questo punto sorge spontanea una domanda: se i mutamenti storici derivano dal nostro stato d'animo in quel periodo storico, come evitare il ripetersi di sciagure passate?

La risposta ce la danno i grandi iniziati del passato, da Gesù a Confucio, da Lao Tze a Mosè, dal Budda fino ad arrivare a Maometto..... tornare a valori di base:
  • Compassione: comprendere il prossimo
  • Accettazione: accettarsi per ciò che si è niente di più niente di meno
  • Solidarietà: accontentarsi di ciò che ci serve di base per sopravvivere e condividere il resto con gli altri
  • Comunità: ossia la capacità dell'uomo di far fronte comune a problemi comuni
  • Orgoglio e Umiltà: ossia capire dove si è bravi, e che ci sarà uno sempre  più bravo di noi, e comunque questa bravura va messa al servizio della comunità senza aproffitarsene.

Detto questo non so se terrò ancora aperto questo blog, in quanto gli argomenti si stanno indirizzando verso un ambito sociale e politico, nel caso pubblicherò il nome del nuovo blog, ma questo devo ancora deciderlo....

venerdì 11 marzo 2011

Il Taoismo e la socializzazione

Oggi spesso, chi fa parte dei movimenti new age, parla della socializzazione come una cosa negativa, prendendo ad esempio la società occidentale e le sue peculiari distonie.

In pratica cadono nell'errore di pensare che la nostra società sia la migliore possibile, quando invece è semplicemente il risultato di una serie di eventi, guerre, tecnologie, capitalizzazione, competizione, modifiche ambientali drastiche, ecc. in contrapposizione con ricerca della democrazia, sistemi più o meno repubblicani o comunque costituzionali, la ricerca della equità tra gli uomini e utopie di liberazione, ecc.


Se andiamo però a considerare che la nostra società occidentale, e occidentalizzata, è solo una delle società possibili, improvvisamente ci rendiamo conto che le problematiche in ambito di ricerca spirituale e benessere non è detto che siano per forza ostacolati dalla socializzazione.

Ma cosa è la socializzazione?
Si intende con il termine socializzazione l'insieme di interazioni che un soggetto ha con altri soggetti della propria specie, in pratica la socializzazione per la razza umana non è altro che l'insieme delle relazioni che ogni essere umano ha con altri esseri umani.
Quindi amicizie, relazioni sentimentali, colleghi, conoscenti, famiglia, ecc.

Secondo alcune teorie sociologiche esisterebbero un massimo di 6 passaggi per collegare qualsiasi essere umano della terra, intendendo come passaggi la relazione tra due persone, faccio un esempio:
Quanti passaggi ci saranno tra una persona come noi e il presidente americano Obama?

Immaginiamo di considerare che tu conosca una persona, la conoscenza tra te e questa persona è un passaggio, secondo questa teoria bastano 6 passaggi per farsi presentare il presidente Obama.

Adesso proviamo a vederla in maniera diversa:
Ogni relazione con un'altra persona è un filo di ragnatela, l'intera ragnatela è la nostra società, noi siamo solo i nodi di questa ragnatela.

Che succederebbe se invece di essere nodi statici fossimo invece veri e propri ragnetti che si spostano da un filo ad un altro?
Il nostro numero di conoscenze, amicizie, relazioni sentimentali, ecc. aumenterebbe esponenzialmente,dandoci così la possibilità di diventare attori primari della nostra società, ma che ci vuole per trasformarci da nodi a ragnetti?
In poche parole: fiducia nel prossimo

Solo tramite la fiducia nel prossimo è possibile muoversi velocemente da una relazione ad un'altra, rimanendo comunque in contatto con le persone che siamo venuti a conoscere nel frattempo.
Più persone conosciamo, più la nostra capacità di dire la propria nella società aumenta, e questo è tanto più valido nei sistemi democratici e repubblicani come il nostro.
Inoltre più persone conosciamo più siamo in grado di ottenere informazioni utili per la nostra sopravvivenza, come ad esempio potenziali lavori, opportunità, e tutte le informazioni che potrebbero di molto semplificarci la vita....
Se per le cose materiali ci semplifichiamo la vita, di conseguenza avremmo più energia e tempo per dedicarci alle questioni spirituali, di benessere, e di migliormaneto personale.

Tutto questo la filosofia Taoista l'aveva già elaborata, e il campione in questo campo fu Confucio.

Secondo Confucio una società in "armonia con l'universo" si fonda sulla fiducia "del contadino nei confronti del proprio feudatario, del feudatario nei confronti del proprio contadino" (calcoliamo i tempi siamo intorno al 500 prima di Cristo...)

Ma è ben esplicitato il pensiero di Confucio su wikipedia:
La sua filosofia si basava sull'etica personale e politica, sulla correttezza delle relazioni sociali, sulla giustizia, sul rispetto dell'autorità familiare e gerarchica, sull'onestà e la sincerità.

Confucio dà un ulteriore contributo al Taoismo, portando la filosofia Taoista con "i piedi per terra".
Dopo aver esplorato le vie mistiche ed alchemiche, il Taoismo, con Confucio, analizza la società in cui vive (corrotta e decadente) nella maniera più logica e spietata possibile, creando quindi un nuovo pezzo di quel enorme puzzle che oggi conosciamo come filosofia Taoista.

Di Confucio, come di Socrate, non abbiamo certezza delle sue esatte parole, anche perché i suoi citatori più celebri furono Xun Zi e Mencio, che tra loro si contrapponevano idee differenti.

Sta di fatto che Confucio arriva alle seguenti conclusioni:
Una societa "buona" si fonda sui comportamenti dei singoli e più in particolare:
  • Sull'etica
  • Sulla corretezza delle relazioni sociali
  • Sul rispetto del prossimo
  • Sull'onestà dei singoli

In questa maniera l'ordine sociale diventa naturale, non imposto, entrando in risonanza con lo spirito di ogni singola persona che compone quella società.

In opposizione, una società che insegna la "furbizia", l'ordine deve essere per forza imposto, il sistema giudiziario si intaserà, il sistema politico verterà sulle capacità economiche degli individui, i quali per accaparrare beni, saranno disonensti e approfittatori nelle relazioni sociali, creando un meccanismo che si morderà la coda, portando infine all'autodistruzione sociale e quindi dei singoli individui, quantomeno nella loro parte spirituale. (vi ricorda qualche società di nostra conoscenza?)

Solo alcuni aforismi di Confucio giusto per assaggiare il personaggio:

Chi desidera procurare il bene altrui ha già assicurato il proprio.

In un paese ben governato la povertà è qualcosa di cui ci si deve vergognare.

L'uomo superiore comprende ciò che è giusto, l'uomo inferiore ciò che vende.

Non mi dolgo di essere sconosciuto agli uomini, ma mi dolgo di non conoscerli.

Non preoccuparti del fatto che la gente non ti conosce, preoccupati del fatto che forse non meriti di essere conosciuto.

Quando arriva la prosperità, non usarla tutta.

Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille!

Il Cielo non ha parenti; tratta egualmente tutti gli uomini.

Non imitiamo quegli uomini isolati, savii soltanto per loro medesimi.

Se uno non considera quel che è lontano, soffrirà da quel che è vicino.


Esercizio:

Prendete gli aforismi di Confucio, uno a uno di quelli riportati sopra, confrontateli con la vostra vita di tutti i giorni....
Siete coerenti con queste massime oppure c'è qualcosa di diverso e se si cosa?
Annotatelo su un foglio....
Ottimo! Avete appena scritto i vostri difetti nei confronti di voi stessi e della società.

Ora un piccolo gioco per sapere se siete illuminati, persone normali o asociali:

Adesso considerate se avete fiducia in chi vi circonda o no...
  • se già dite di no : GAME OVER, siete asociali!
  • se dite dipende : WARNING! State correndo su una strada che potrebbe portarvi al game-over
  • se dite si e siete sinceri: congratulazioni! o siete grandi mentitori o siete dei Budda in terra, oppure provenite da una società diversa da quella occidentale o occidentalizzata!

Il Game Over è semplicemente il primo passo per diventare "furbi del quartierino" ovvero, come direbbe Confucio: "imbecilli!"

A questo punto considerate il fatto che, ciò che fate agli altri, primo o dopo vi torna indietro.... quindi se non vi fidate del prossimo a prescindere, gli altri non potranno mai fidarsi di voi, con la conseguenza che rimarrete prima o dopo isolati... soli... pensateci!

Quindi se ancora dubitate del fatto che ci si possa fidare degli altri considerate che la psicologia ci dice che ogni singolo soggetto si automotiva per dolore(fuga) o per piacere(attrazione):
  • Non volete più essere soli(dolore)?            Fidatevi degli altri!
  • Volete conoscere più gente(piacere)?            Fidatevi degli altri!

Poi ovviamente ci sono le eccezioni, persone che hanno ampiamente dimostrato di essere inaffidabili, di comportarsi come "furbi del quartierino" e quindi loro non meritano di conseguenza fiducia in quanto sono "imbecilli".... ma non sono tanti... anzi sono una minoranza....

giovedì 10 febbraio 2011

Il Benessere secondo il Taoismo

Il Taoismo delle origini studiava l'ambiente circostante per poter sviscerare le possibili minacce e prevenire potenziali pericoli.

Nel mentre passava il tempo e la società si evolveva e l'ambiente veniva colonizzato e sottomesso il Taoismo si dedicò a trovare la maniera di prolungare la vita umana.

Il risultato di questo furono una serie di usanze, precetti, e pratiche che noi oggi conosciamo in maniera codificata come Medicina Tradizionale Cinese (MTC) e pratiche quali il Tai-Chi e in generale le arti marziali cinesi chiamate anche Kung-Fu.

Dalla Cina queste pratiche si diffusero in tutto l'oriente mescolandosi a loro volta con la medicina tradizionale indiana e le pratiche di combattimento indiane.

Ad oggi in Cina è usanza comune alzarsi prima del lavoro e fare un po' di movimento eseguendo Tai Chi, dalle strade di Pechino fino alle campagne più sperdute si possono vedere giovani e vecchi, uomini e donne che in una maniera o nell'altra eseguono i movimenti da quelli più semplici a quelli più complessi.

Ma è proprio così strano?

Secondo l'OMS il più grave allarme sanitario del mondo non è l'AIDS o altro, ma l'obesità.
Popoli che fino a qualche decennio fa non avevano di che sfamarsi, oggi risultano essere i paesi con maggiore numero di obesi.

Vita sedentaria, dieta sbagliata, reazioni psicologiche alla denutrizione delle generazioni passate stanno generando un vero allarme mondiale.

Basti pensare che qui in Italia fino a sessant'anni(60 non di più), esisteva ancora la denutrizione e patologie ad esse connesse, ad oggi circa il 30% dei bambini è obeso, circa 3 milioni di persone sono affette da anoressia (altra faccia della medaglia, ma è sempre la stessa medaglia... ).

Quindi sono tutti pazzi stì antichi cinesi o qualche ragione l'hanno pure loro?

Stress, cibo spazzatura, cibo "contaminato o pompato" di diserbanti, steroidi e chi più ne ha più ne metta... stanno producendo malattie quali diabete, ictus giovanile, colesterolo e pressione alta, affaticamento degli organi interni...

secondo alcune statistiche ucciderebbe di più la sovra-nutrizione che le guerre...

Insomma noi occidentali opulenti stiamo distruggendo il record di vita che siamo riusciti a raggiungere dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.... ed a discapito delle nuove generazioni....

Confucio avrebbe detto :
Colui che non prevede le cose lontane, si espone a infelicità ravvicinate.
Secondo le pratiche Taoiste il benessere lo si raggiunge prevenendo le malattie tramite il sentire il proprio corpo e la propria mente, e assecondando i bisogni senza eccedere...

L'esercizio che voglio proporvi è semplice e basilare, ma per noi occidentali forse è l'esercizio più difficile:
Mettetevi comodi e provate a chiudere gli occhi,
provate a sentire il vostro corpo, avete sete, fame, o state bene così?
E com'è la vostra mente? Calma o c'è qualche pensiero che ogni tanto vi si ripresenta?
Il vostro corpo si muove abbastanza durante il giorno? O state troppo seduti?
Cosa vi stà dicendo il corpo? Per semplicità annotatelo su un foglio di carta, meglio un diario
Cosa vi dice la vostra mente? Per semplicità annotatelo su un foglio di carta, meglio un diario
Provate a fare questo due o tre volte al giorno e dopo una settimana guardate il risultato...

Non meravigliatevi se scoprirete che il corpo vi chiede meno cibo, ma di qualità, e più movimento, ma senza stress, e la vostra mente vi chiede un po' di tranquillità.... è il risultato di tutti noi occidentali... e ultimamente anche degli orientali occidentalizzati....

giovedì 27 gennaio 2011

Il Sincretismo: la conciliazione di idee contrapposte...

Sincretismo è una parola dalle origini greche che significherebbe "coalizione cretese" indicando il mettere da parte posizioni differenti per difendersi da pericoli esterni.

In antropologia

La cosa interessante da notare è la connotazione antropologica del termine, ovvero il concetto secondo cui tutte le religioni hanno un fondo comune dal quale se ne ricavano i veri valori a cui tutti gli esseri umani dovrebbero ispirarsi: amore, fratellanza, empatia verso il prossimo, provenienza da una umanità comune sotto lo stesso cielo, ecc.

Questi valori li ritroviamo in molte pratiche di preghiera e meditazione dall'estremo oriente all'estremo occidente, dai popoli africani agli inuit del polo nord.

Una delle cose che mi ha sempre affascinato dello studio dell'antropologia è la verifica delle cose comuni tra vari popoli anche molto distanti tra loro.

Alcuni pensano che queste somiglianze siano dovute alla fatidica Atlantide, un grande impero che governava sull'intero globo, poi finita in fondo al mare a causa delle proprie azioni.

La storia secondo libri di testo, dice invece che culture differenti possono trovare soluzioni simili.

In entrambi i casi la questione non cambia, che esso sia imprinting oppure soluzioni simili, i valori di base a cui si ispirano tutte le religioni, quindi tutte le culture sono le cose migliori dell'intera umanità.

Prima fase delle religioni: epurazione

Ma la religione quando si gerarchizza, qualunque essa sia, tende a eliminare il non controllabile, quindi tutte quelle idee che portano a considerare l'uguaglianza tra uomini (altrimenti non servirebbe gerarchia), l'empatia per il prossimo (altrimenti verrebbe meno il sistema di eliminazione), la natura umana come immersa nell'ambiente (altrimenti non si potrebbe fare leva sulla punizione degli istinti), e così via, allontanandosi così dai suoi fondamenti di base.

Questo è successo con la religione ebraica, quella cristiana (sia cattolica, ortodossa o protestante), quella mussulmana, e anche in oriente (Confucianesiamo, Buddismo, Iduismo, ecc.).

Seconda fase: proselitismo

Dopo l'epurazione di solito una religione tende al proselitismo (o evangelizzazione qual si voglia dire), tentando di reintrodurre quei valori primari, spesso con il conta-gocce, tentando di trovare similitudini con culture che si vorrebbero "abbordare", a volte anche in maniera piuttosto forzata.

In questa fase la religione presa in esame riscopre usanze perdute nel periodo dell'epurazione, riadattandole al momento presente e al tentativo di "abbordaggio".

In questo periodo nascono così movimenti ideologici e culturali paralleli, spesso in aperto contrasto con la cultura che le ha generate direttamente o indirettamente, ad esempio la New-Age è la fase di ramificazione indiretta della cultura cattolica nel momento del sua evoluzione proselitistica, riscoprendo anche pratiche antiche, mescolandole tra loro, spesso fraintendendole, molto raramente capendole.

Spesso i cristiani ferventi pensano che la loro religione sia la più evoluta del mondo, non rendendosi conto che sono indietro di qualche secolo se non di qualche millennio rispetto ad alcune religioni estremo-orientali come ad esempio il moderno buddismo(per moderno buddismo non intendo il buddismo delle starlette di Hollywood che spesso cade nel ridicolo).

Con questo non voglio dire che l'una è meglio rispetto all'altra o viceversa, semplicemente che l'una è più giovane rispetto all'altra.

Ad esempio la compassione buddista è simile se non addirittura uguale alla solidarietà sociale cristiana.

Delle prime quattro civiltà che nacquero (mesopotamia, egitto, fiume giallo, fiume indo) l'unica ad aver mantenuto un suo equilibrio e continuazione storica (anche se più o meno precaria) è quella Taoista.

Terza fase: riorganizzazione

Ma continuiamo con l'evoluzione delle religioni... successiva alla fase di frammentazione e sfibramento, si ha una successiva riorganizzazione delle idee, riassorbendo in parte o tutte quelle linee nuove precedentemente create, tramite un'azione di coinvolgimento sociale... ad esempio, la cultura ebraica ha radicato le relazioni sociali sulla religione, dove i rabbini sono oltre che simili ai nostri preti, anche studiosi della cultura ebraica, sia religiosa, che sociale, che storica e culturale, quindi iper-radicati sia tra i fedeli che nel territorio, veri e propri funzionari oltre che del culto anche delle faccende del popolo.

Quarta fase: semplificazione

Dopo la riorganizzazione le religioni si trovano ad avere molti esperti della propria dottrina, che assorbono dalla società le questioni di risalto, tentando di dare risposte concrete ai fedeli e alla società, senza trincerarsi dietro gli assiomi specifici della propria fede, in questa fase coesiste una confusione e moltitudine di "Guru", "Teologi", "professori di fede", ecc.

Tutti questi esperti, veri o presunti tali, tentano di dare risposte, spesso finendo in vicoli ciechi, altre volte riuscendo a piegare le dottrine alle necessità contingenti, altre ancora ottenendo vere e proprie dottrine ex-nove, ottengono una eterogeneità all'interno degli stessi dogmi.

Un esempio di questo stadio è l'attuale religione induista, essa ha una forma dottrinale unica, suddivisa in tanti filoni di pensiero quanti sono i "guru", i quali in realtà non rispondono direttamente ai presunti detentori della dottrina unica... inoltre la gerarchia ecclesiale è inesistente, proprio a causa dello stadio di evoluzione....

Quinta fase: da religione a filosofia, il ritorno alle origini

In questa ultima fase il concetto divino perde la sua connotazione mitica, rientrando a piene mani in un'ambito di tipo filosofico, sociale, e di "prospettiva" di esistenza.

In pratica si arriva allo stadio di aggettivante di sincretismo allo stato puro, ovvero esiste una filosofia, essa era una religione, tramite lo studio di questa ex-religione-neo-filosofia si ottiene una prospettiva della vita in grado di poter, almeno intravedere, i valori primari dell'umanità, rendendosi conto che in realtà tutte le religioni e i loro ideatori sono partiti dal tentativo di avere una prospettiva del divino per risolvere problemi pratici e sociali.

Quindi in pratica tutte le religioni sono come piccole telecamere che inquadrano una o più facce dello stesso oggetto, il quale dovrebbe essere utile alla soluzione completa di qualsiasi problema sociale.

Detta ancora in maniera più semplice, i "fedeli" e gli "studiosi/sacerdoti" sono in realtà parte di un meccanismo di confronto paritetico per esplorare contemporaneamente sia il divino che il sociale, attingendo a qualsiasi conoscenza possa essere utile al benessere sia personale (fisico, psicologico, spirituale, ecc.), sia sociale.

Un esempio è il Taoismo, che come ho già spiegato si è evoluto fino a perdere completamente la sua parte religiosa, ma evolvendo la sua parte filosofica.

Il problema in questa fase consiste in alcuni elementi che tentano di riportare la religione in questione in ambito prettamente teologico, spesso creando vere e proprie nuove religioni, ripartendo quindi dalla fase di epurazione.

Fortunatamente nel Taoismo esiste solo una piccola minoranza in Cina, che senza troppa convinzione sta tentando di ripartire con gli dei animisti, e un Taoismo a loro dire "pulito", in realtà il loro risultato è pressochè nullo.... se non a volte un po' ridicolo....... ovviamente a mio giudizio.... ma potrei sbagliarmi....


Come si può vedere alla fine il sincretismo è quel processo inevitabile a cui, in fasi alterne, ogni religione tende, al fine di trasformarsi in filosofia, per ricentrarsi nei valori primari dell'umanità.

giovedì 6 gennaio 2011

Autocritica: "dove ho sbagliato?"

Dopo la pausa per le festività ritorniamo a parlare di meditazione andando a toccare un argomento un po' critico: l'autocritica


Wikipedia definisce l'autocritica come:
L'autocritica è esaminare e giudicare il proprio comportamento al fine di migliorarlo.
.............
È il risultato di una rigorosa riflessione personale e di gruppo.

L'autocritica in occidente nasce in ambito politico e in special modo nell'applicazione dell'ambito Marxista.
Sempre in politica diventa pratica e metodologia primaria del Maoismo.
In questo ambito viene utilizzata per risolvere i problemi di partito sia ideologici che pratici che amministrativi, oltre che per far umiliare pubblicamente dissidenti e oppositori politici.





Con altra accezzione e in un altro ambito rientra nella fede cristiana con la denominazione "Esame di coscienza", ottenendo nella fede cattolica una pratica dedicata chiamata "Confessione dei peccati".



Fatta questa precisazione storico culturale, l'abbandoniamo, dedicandoci ad alcuni studi di tipo psicologico e sociali (psico-sociale) su questa pratica, spesso inconscia, ed a volte molto nociva.

Nella psicologia si studia le modalità di autocritica nei casi di ansiosità e di depressione, ottenendo l'indentificazione di quella che viene chiamata "autocritica svalutativa" 

L'autocritica svalutativa è quella modalità di giudizio nei confronti di sè stessi atta al deprezzamento delle proprie capacità, affettività, emotività e instintualità, oltre che della propria intelligenza.
In pratica è come rovesciarsi addosso una serie di vagonate di spazzatura, per poi sguazzarci dentro.
Diventa chiaro che questo tipo di autocritica non ci aiuta nè ci fà crescere, anzi ci sminuisce di fronte ai nostri stessi occhi inducendoci uno stato di bassa autostima....

Definita l'autocritica svalutativa e capendo che non ci può essere utile, la psicologia ci viene in soccorso definendo "l'autocritica rivalutativa".

Questo tipo di autocritica si basa proprio sulla propria autostima e la misura di essa.
Una persona con una buona autostima ha la forza di analizzare sè stesso, comprenderne gli errori e i problemi, e successivamente trovare soluzioni e continui metodi di migliormanto, in pratica è il mettersi in gioco in continuazione, cosciente dei possibili fallimenti, e dei possibili successi.

Nel mondo orientale e della filosofia taoista esiste quella pratica che spesso viene chiamata "il ridere di sè"

Proviamo un po' esercizi:
Immaginate di vedervi allo specchio, qual'è la cosa che trovate più buffa di voi?
Se non trovate nulla, guardate meglio... ma se proprio non la trovate vi consiglio di rimettere i piedi per terra....
Se trovate tutto di ridicolo, cercate quello che invece vi piace di voi... se non lo trovate cercate meglio... se ancora non lo trovate vi consiglio di giudicarvi un po' meglio, e trovare i punti del vostro aspetto che potete migliorare subito ... magari rimpinguando la vostra autostima....

Questo esercizio serve per ricordarvi che siamo umani, buffi, ma non troppo, seri, si fà per dire....

.... noi tutti viviamo una commedia, che stà a noi recitarla, secondo un copione che dobbiamo inventarci al momento, su un palco enorme chiamato realtà....
Se vi sentite seri, sorridete ... siete buffi!
Se piangete, sorridete ... siete buffi!
Se vi sentite arrabbiati, sorridete ... siete buffissimi!!!
Da questo principio si basa l'autocritica taoista "ridere di sè".


Una volta che riuscite realmente a sorridere di voi stessi, anche se un secondo prima vi siete arrabbiati, avete pianto, o peggio ancora vi siete sentiti seri, benvenuti nel club dei beati taoisti ...


Secondo il taoismo infatti anche i santi e i profeti non possono essere sempre seri, anzi...


L'autocritica taoista si fonda infatti sulla similitudine tra animali buffi e l'uomo....
ad esempio una scimmia

Riuscireste a imitare una scimmia? Fatelo!
Come vi sentite? Buffi? Bravi!

Cosa di voi era più scimmiesco? Magari siete pelosi come una scimmia, oppure riuscite bene a emettere il verso della scimmia, o qualsiasi altra cosa...
Adesso provate a pensare di vedervi da fuori che imitate la scimmia... siete buffi vero? State sorridendo... O sbaglio?

Se non ci riuscite con la scimmia provate con qualsiasi altro animale che trovate buffo...

Bene! Fatto quest'ultimo esercizio ora a ritorniamo in noi:
Cosa della vostra vita è buffa?
E cosa vorreste migliorare?
Come fareste?
Qual'è la prima azione che potete fare?
Quali potrebbero essere gli ostacoli?
Come superarli?

Meditate su questo, potete usare :

E mentre lo fate ricordate... sorridete... siete buffi come un re delle scimmie!!!!!

giovedì 16 dicembre 2010

Archetipo: un soggetto di meditazioni interessante

La parola archetipo è stata usata in molti campi, e spesso viene abusata da quel ramo della new-age che tratta delle entità percepibili ma non sensibili come ad esempio angeli, fantasmi, ecc. cioè tutto quello soggetto alla nostra percezione ma che non è rilevabile tramite i nostri sensi.

In realtà la parola archetipo ha un significato ben preciso ma per arrivarci dobbiamo provare a mettere insieme le varie prospettive e vedere se esso può avere a che fare con la meditazione o una sua pratica.

Partiamo dall'etimologia della parola archetipo:
- Archè vuol dire originale
- Tipo può significare immagine, modello, marchio, esemplare, ecc.


Detto questo vediamo in campo filosofico:
In filosofia un arhcetipo è una forma prima, primitiva, originale di pensiero, sia della sua forma che del suo contenuto, in pratica dato un pensiero primo (o indivisibile), esso è un archetipo se non è derivabile in tutto o in sua parte da altri pensieri... pura teoretica... ma potrebbe essere utile...


In ambito delle scienze della comunicazione:
Nell'ambito letterario e in generale dei mass-media (giornali, tv, internet, ecc.) un archetipo è una tipologia ad esempio di personaggio, come ad esempio l'eroe, l'antieroe, il cattivo, ecc.



In sociologia :
Un archetipo è un determinato comportamento che viene inquadrato in una o più categorie, ad esempio il ribelle, l'allievo modello, il genio, lo stupido, il diplomatico, il timido, ecc.
 
Vediamo in psicologia e più precisamente in psicoanalisi:
Carl G. Jung e il gruppo di psicoanalisti che lo seguirono, si addentrarono nella psiche umana e dovendo definire le idee innate le chiamarono archetipi.
La connotazione più interessante di un archetipo per Jung e il suo gruppo, è il fatto della loro connotazione emotiva.
In pratica un archetipo è un'idea con connotazione emotiva, probabilmente in parte derivata da eventi emotivi che acquisiscono connotazione anche simbolica, in più esso ha una parte conscia e una inconscia.

Detto questo proviamo a tirare le somme: cos'è un archetipo?
Un archetipo è un'idea che ha nella mente forma sensibile (simbolica) con contenuto emotivamente significativo, che è connesso ad un certo tipo di comportamento, e può essere riconosciuto da un gruppo di persone ed è connotato da un nome (nominalizzato)

Un archetipo ha quindi:
  • Nome
  • Emozione
  • Può essere rappresentato secondo i 5 sensi (Visivo, Uditivo, Olfattivo, Gustativo, Cenestetico)
  • Ha una componente conscia e una inconscia
  • Un comportamento associato
  • Un riconoscimento socio-antropologico (riconosciuto da un numero più o meno limitato di persone)

Bene ... a questo punto cosa centrano gli archetipi con la meditazione?
Abbiamo visto che i soggetti della meditazione possono essere anche aspetti cognitivi (post mappe), inoltre la meditazione permette di andare in profondità, facendo fuoriuscire anche emozioni o sensazioni che precedentemente erano inconsci (post respiro) oltre che meditare sul sensibile può essere utile per espandere le proprie capacità (post visualizzazione)

In pratica la meditazione si fonda su aspetti archetipali aiutandoci a comprenderci e migliorarci, migliorando quindi la nostra capacità di interpretazione, oltre che di sè anche degli altri.

Veniamo ora agli esercizi (come al solito vi invito prima a leggere le avvertenze scritte qui a fianco del post):

Esercizio 1: Meditazioni sugli archetipi infantili
Molti archetipi si creano nell'infanzia, dai genitori, dai fumetti, dalla tv, e dalle persone che in quel periodo ci circondavano.
Provate a pensare ad esempio al cartone animato che vi piaceva di più, qual'era il personaggio che più vi piaceva?
Cosa vi piaceva di lui/lei? Perchè?
Qual'era il suo comportamento?
Cosa c'è di lui/lei in voi?
Quale emozioni sentite ancora nei confronti di quel personaggio?
Che affinità esiste ad oggi tra il vostro comportamento e il suo?
A cosa vi serviva quel personaggio? Cosa vi ha insegnato? Vi serve ancora? Ha ancora qualcosa da insegnarvi? e se si cosa?
Domanda difficile : qual' è il riferimento comportamentale, ideale ed emotivo che rappresentava? ed ora?



Esercizio 2: Meditazione sul proprio destino
Il destino che cos'è se non un archetipo?
Come vi vedete tra 5 anni, tra 10 anni? tra 20 o 30 anni?
Quali sarano le cose costanti e quelle variabili di voi e del vostro carattere?
Come vi sentirete in quel periodo della vostra vita? Perchè? Per quale evento?
Domanda difficile: quali sono i simboli emotivi e quindi archetipali ricorrenti nella vostra vita e che saranno presenti anche nel futuro? E cosa determinano questi simboli nella vostra relazione con l'ambiente circostante?
Ricordatevi che la relazione con l'ambiente determina la risposta dell'ambiente stesso....


Esercizio 3: Disegnini in libertà.... 
Quando siamo annoiati e abbiamo un foglio di carta davanti e una penna facciamo spesso disegnini apparentemente senza senso ma in realtà è il nostro non-conscio che emerge...
Proviamo a fare questo esercizio:
Prendiamo un foglio di carta e una penna, chiudiamo gli occhi, respiriamo a fondo e iniziamo a fare disegnini che ci vengono appoggiando la penna, non dobbiamo sforzarci ma solo lasciare che la penna faccia segni sulla carta.
Quando siamo sazi di segni appoggiamo la penna.
Ora guardiamo quello che abbiamo fatto....
Che emozioni ci suscitano? Che idee o pensieri ci vengono in mente? Qual'è la sensazione che ci suscitano?
Scrivete le risposte su un foglio, il giorno dopo fate la stessa analisi e confrontate le risposte del giorno prima, quali le differenze, quali le somiglianze?

Bene con gli archetipi finisco qui anche se ci sarebbero da scrivere 200 libri sull'argomento... ma non vorrei annoiarvi.
Spero che anche questo post vi sia piaciuto come i precedenti.
Saluti!
 

giovedì 4 novembre 2010

La nostra società

Se medito sulla nostra società odierna non sò se ridere o piangere.....

Fin da quando nasciamo impariamo a competere con modelli e standard più o meno elevati,ci mettono sempre in competizione con i nostri simili, ci impongono regole più o meno logiche,ci dicono quello che dovremmo o non dovremmo fare.....

Il bello è che la fonte di questi ordini, indicazioni, avvertimenti, allarmi ed emergenze è in realtà un insieme di enti e/o entità più o meno commerciali, pubblicitarie, o economiche.....

La cosa ancora più tragicomica è il fatto che tutti noi sappiamo che raccontano balle:
  • I genitori raccontano balle ai figli per non farsi trovare impreparati (sia la mamma che i papà)
  • Gli insegnanti (di qualsiasi livello) raccontano balle agli allievi per non sminuire la loro mascherata di sapienza
  • I giornali raccontano balle per vendere copie
  • I politici raccontano balle per farsi eleggere
  • Gli amici raccontano balle per farsi accettare, sentirsi superiori, o dio sà quale altro motivo
  • Noi stessi ci raccontiamo balle per non aver paura...... di noi stessi......

Insomma : in questa società la cosa più diffusa sono le balle!
Non solo ma più balle raccontiamo, più siamo valutati socialmente.....
E questo cosa provoca?

Provate a immaginare un criceto col cervello elettronico che corre impazzito su una ruota continuando a elaborare informazioni senza senso......
Gli effetti saranno interessanti :
  • Fisicamente il criceto prima o dopo fa un infarto
  • Mentalmente ne esce pazzo

Ma questa è solo la fine, per arrivare a questo stadio prima c'è un lungo e inesorabile logoramento :

  • Fisicamente: il criceto aumenterà la sua pressione (ipertensione), quando mangerà si ingozzerà con problemi digestivi, di assimilazione dei macronutrienti, e non avrà più il tempo di selezionare il cibo, ingerendo anche parti di cibo malevolo o contaminato, il respiro reggerà fino ad un certo punto fino a che inizierà ad avere stati di iperventilazione e se non schiatta per mancanza di respiro, avrà un deficit respiratorio permanente, carenza vitaminica, disidratazione e difficoltà di drenaggio dell'acido lattico, dolori muscolari, ecc. ecc. ecc. ........ Vi ricorda nessuno?
  • Mentalmente: il criceto inizierà con lievi stati di nevrosi, per poi trasformarsi prima in patologicamente ansioso, poi, dopo lo stato di depressione, inizierà con stati paranoici, fino ad arrivare a stati d confusione mentale accomunati a mancanze di capacità mnemoniche o addirittura perdite di memoria o della funzionalità di coordinamento, di vista o dei sensi in generale...... Vi ricorda qualcuno?

Solo dopo questi stati intermedi potrà riposare in pace..... morto......

Vi sentite criceti o esseri umani?

Se ancora non vi sentite criceti, immaginate che il nostro strano criceto alterni queste pazze corse, a stati di immobilità quasi completa, nel mentre ingurgita quantità di cibo assurde, bevendo ciò che trova e rimane così per parecchio tempo per poi riperendere la sua pazza corsa....

In questi periodi il suo peso aumenterà affaticando cuore, arterie, appesantendo lo stomaco e rallentando la digestione con potenziale insorgenza di diabete e problemi al cuore.......

Non vi sentite ancora criceti?
Allora provate a immaginare che sempre il nostro pazzo criceto, vive in mezzo a una nuvola di micro-pulviscoli, gas di scarico e smog in generale, provocando problemi nei polmoni, trachea, ed esofago......
Ancora non vi basta?

Immaginate ancora che nella gabbietta ci sia sempre in sottofondo il suono di spari e rumori aggressivi 24 ore al giorno, con immagini di morte, carestia, pestilenze e guerre, e che 12-16 ore al giorno ci sia un chiasso assordante....
Il nostro criceto (poveretto) avrà i nervi a pezzi, ipersensibile agli stimoli, apatico, incapace di sentire i propri stimoli, attenuati a causa dell'ipersollecitazione, incapace di portare in sè una qualche minima speranza di sopravvivenza......

Insomma il nostro criceto ora è proprio uno di noi esseri umani occidentalizzati... con le nostre patologie sia fisiche che mentali.......

Ma se dovessimo sintetizzare il tutto?

  • Per il nostro criceto : ........Fretta compulsiva a causa di induzione esterna......
  • Per noi : ........Fretta compulsiva a causa delle balle che ci raccontiamo e/o ci raccontano......

Cosa genera questa fretta in noi, in generale?
I medici/psicologi lo chiamano stress psicosomatico e/o distress..... (ma lo "stress" lo riprenderò più avanti in un altro post)

Fretta ......ovvero?
Avere una motivazione ad accelerare le proprie attività in maniera superiore a quella normalmente gestibile.....

E quale sarebbe questa motivazione?
La paura di morire prima di aver fatto tutto quello che pensiamo sia giusto fare (che spesso è una grande balla che ci raccontiamo allo specchio!)

E chi ha generato questa paura di morire?
Il sapere che esiste la morte... il sapere che primo o dopo tutti invecchiamo e muoriamo.... la paura di invecchiare.......

Insomma la nostra società è una società di vecchi che ha una paura maledetta di invecchiare, e per questo corre impazzita come lemmings dentro la bara.... un direttissimo per il cimitero....
ALLEGRIA!!!!

Provo a fare un riassunto fino a qui:
La nostra società è frenetica e fallimentare perché tenuta e mantenuta da uomini e donne che hanno paura di invecchiare, e spingono sull'acceleratore di tutti (creando motivazioni alla fretta) per riuscire ad ottenere per sé risultati più o meno realistici, spesso non fattibili, miraggi inutili e spesso dannosi per sé e gli altri ....
che bello..... mi sento più sollevato ora...... mmmm.... si..... come no!

come combattere questo "modus vivendi"?

Sapendo dire di no.......no a cosa?
No a coloro che vorrebbero metterci sotto, a quelli che ci eleggono a loro capi per non prendere decisioni, no a chi ci stimola all'acquisto, all'emergenza, all'allarme, no a chi ci vuole propinare le loro verità supreme, no a chi ci racconta la balla che per lavorare devi avere esperienza, essere giovane, bella/o, laureato/a, figlia/o, moglie, marito di .... ecc.
Dire no.... difficile ma non impossibile.....

Accettare....accettare cosa?
Che si è bassi o alti, giovani o vecchi, sani o malati, laureati o diplomati, con o senza esperienza... insomma accettare sé stessi per come si è ...... in pratica avere un'autostima....
(Questa da quel che ho potuto vedere è più facile per gli uomini che non per le donne)

Calmarsi....in che senso?
Affrettarsi senza fretta, avanzare guardando dove si mettono i piedi, pensare a quello che si fà.... in poche parole contare fino a 30 e fare tre lunghi respiri......

e se agli altri non và bene? ..... la mia risposta è : VADANO A FANCULO! (è diventato pure di moda con Grillo& !)

....e poi? E poi sapendo sorridere anche delle critiche malevole che ci vengono fatte....e migliorarsi in continuazione, lentamente, costantemente, ma per ora su questo mi fermo......ne parlerò più avanti.....